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Gli Artisti di Celtica 2026
MUSICISTI
CONFERENZIERI
GRUPPI STORICI

Gens d'Ys
Gens d’Ys è la danza irlandese in Italia da 33 anni, da quel lontano 1993, quando un gruppo di amici in provincia di Varese si misero in testa di imparare a ballare reel, jig e hornpipe. Impegno, tecnica, un po’ di follia, ma soprattutto una travolgente passione per l’Irlanda e i paesi celtici li ha portati, generazione dopo generazione, a ballare in tutti gli angoli d’Italia, con corsi di tutti i livelli in 28 città italiane. I loro workshop di danze celtiche, per grandi e per piccini, sono divertimento assicurato, anche per chi non ha mai osato muovere un passo. L’attuale compagnia spettacoli dell’accademia, che è arrivata ad esibirsi persino in Irlanda, porta in scena un repertorio di diversi stili di danza irlandese: dalle leggere e volteggianti slip jig alle ritmate coreografie danzate all'unisono con le scarpe "heavy", antenate delle scarpe da tap, il tutto scandito da frequenti cambi di costume. Sulla scia dei musical Riverdance e Lord of The Dance, passando per il fusion, le highland dances e persino il flamenco, Gens d'Ys vi trascinerà in un viaggio alla scoperta della danza irlandese: non riuscirete a tenere fermi i piedi!

Perkelt
I PerKelt sono tra i musicisti folk più affermati e distintivi di Londra. Ispirati dal folk europeo e dal bluegrass più frenetico, i PerKelt fondono molti generi diversi nel suono caratteristico che chiamano "pagan speed folk"; i loro ritmi furiosamente veloci, complessi e ispirati al math-rock si mescolano a giocose melodie celtiche per offrire un sound davvero unico.
Provenendo da ogni angolo del globo, ogni membro dei PerKelt infonde la propria storia culturale in una miscela musicale distintiva. Olivia Petryszak eleva uno strumento sottovalutato – il flauto dolce – a nuove e sfolgoranti vette, mentre Duncan Menzies aggiunge il suo distintivo stile di violino scozzese e un'improvvisazione virtuosistica. Rubén Yon’Ton, un guaritore del suono messicano, esegue vocalizzi sciamanici ultraterreni insieme a strumenti nativi, mentre lo stile d'impatto di Stefan alla batteria arricchisce la strumentazione folk tradizionale della band con potenti e nuove dimensioni di psychedelic folk rock.
Guidata dal chitarrista, produttore e forza creativa visionaria Stepan Honc, la band si è evoluta nel corso di quindici anni e centinaia di esibizioni internazionali (incluso il Glastonbury Festival 2025) in una potenza del folk contemporaneo.
La loro rinnovata formazione nel 2026 – con la flautista Olivia Petryszak e il batterista Stefan Macierowicz – porta una scintilla di freschezza al loro sound distintivo, fondendo tutti quegli anni di esperienza con una nuova energia giovanile, idee ancora più audaci e una genuina fame di salire sul palco e suonare per quanto più pubblico possibile.
Provenendo da ogni angolo del globo, ogni membro dei PerKelt infonde la propria storia culturale in una miscela musicale distintiva. Olivia Petryszak eleva uno strumento sottovalutato – il flauto dolce – a nuove e sfolgoranti vette, mentre Duncan Menzies aggiunge il suo distintivo stile di violino scozzese e un'improvvisazione virtuosistica. Rubén Yon’Ton, un guaritore del suono messicano, esegue vocalizzi sciamanici ultraterreni insieme a strumenti nativi, mentre lo stile d'impatto di Stefan alla batteria arricchisce la strumentazione folk tradizionale della band con potenti e nuove dimensioni di psychedelic folk rock.
Guidata dal chitarrista, produttore e forza creativa visionaria Stepan Honc, la band si è evoluta nel corso di quindici anni e centinaia di esibizioni internazionali (incluso il Glastonbury Festival 2025) in una potenza del folk contemporaneo.
La loro rinnovata formazione nel 2026 – con la flautista Olivia Petryszak e il batterista Stefan Macierowicz – porta una scintilla di freschezza al loro sound distintivo, fondendo tutti quegli anni di esperienza con una nuova energia giovanile, idee ancora più audaci e una genuina fame di salire sul palco e suonare per quanto più pubblico possibile.

Celtic Knot Pipes and Drums
Con Celtic Knot Pipes and Drums verrete trascinati da una fragorosa e tonante onda sonora. Antiche melodie ed incalzanti ritmi vi porteranno a visitare i paesaggi sonori di Scozia, Irlanda, Bretagna e Galizia.
La formazione composta da cornamuse e percussioni scozzesi proporrà il suo repertorio tradizionale sfilando tra i larici del bosco del Peuterey. Vedremo i Celtic Knot anche in versione palco con un repertorio moderno ricco di brani inediti.
La formazione composta da cornamuse e percussioni scozzesi proporrà il suo repertorio tradizionale sfilando tra i larici del bosco del Peuterey. Vedremo i Celtic Knot anche in versione palco con un repertorio moderno ricco di brani inediti.

Compagnia del Coniglio
La Compagnia del Coniglio accompagna il pubblico in un viaggio tra musica medievale e sonorità “celtiche” dove cornamuse, percussioni e strumenti tradizionali danno vita a ritmi travolgenti, melodie antiche e atmosfere dal sapore epico e festoso.
Il repertorio del gruppo spazia dai brani tradizionali italiani, occitani ed europei alla musica folk “celtica”, passando per il bal folk e le composizioni originali, tutto interpretato con uno stile scanzonato, irriverente e giocoso.
Attivo dal 2012, il gruppo ha fatto ballare e sorridere migliaia di persone in feste celtiche e medievali in Italia e all’estero, portando sempre con sé la voglia di condividere, sorprendere e creare un legame diretto con il pubblico.
La formazione cambia, la musica evolve, ma la missione resta la stessa: divertirsi e far divertire. Sempre!
Il repertorio del gruppo spazia dai brani tradizionali italiani, occitani ed europei alla musica folk “celtica”, passando per il bal folk e le composizioni originali, tutto interpretato con uno stile scanzonato, irriverente e giocoso.
Attivo dal 2012, il gruppo ha fatto ballare e sorridere migliaia di persone in feste celtiche e medievali in Italia e all’estero, portando sempre con sé la voglia di condividere, sorprendere e creare un legame diretto con il pubblico.
La formazione cambia, la musica evolve, ma la missione resta la stessa: divertirsi e far divertire. Sempre!

Aainja
Proveniente da Bogotà, Colombia, AAINJAA presenta performance vibranti in cui percussioni, danza e teatro si fondono in una potente esplosione di energia scenica. Con artisti multidisciplinari e una messa in scena dinamica, il pubblico viene immerso in un universo di ritmi afro-latini, coreografie intense ed espressioni artistiche ricche di carattere.
Sotto la visione e la direzione creativa di Homero Cortés, questa esperienza artistica risveglia i sensi e si connette profondamente con il pubblico, unendo forza, emozione e un'estetica audace e innovativa. Ogni performance diventa un viaggio sensoriale che fonde ritmo, movimento, divertimento e sorpresa, creando momenti indimenticabili. La fusione di ritmi tribali, movimento scenico ed energia collettiva crea uno spettacolo travolgente che trasporta gli spettatori in uno spazio in cui la passione e la creatività si esprimono senza limiti.
Più che uno spettacolo, è un battito cardiaco collettivo: una celebrazione della vita, dell'arte e del potere trasformativo del movimento. AAINJAA vi invita a vivere una performance unica in cui il ritmo si unisce, l'energia si condivide e l'arte diventa una forza capace di emozionare il pubblico e trascendere i confini.
Sotto la visione e la direzione creativa di Homero Cortés, questa esperienza artistica risveglia i sensi e si connette profondamente con il pubblico, unendo forza, emozione e un'estetica audace e innovativa. Ogni performance diventa un viaggio sensoriale che fonde ritmo, movimento, divertimento e sorpresa, creando momenti indimenticabili. La fusione di ritmi tribali, movimento scenico ed energia collettiva crea uno spettacolo travolgente che trasporta gli spettatori in uno spazio in cui la passione e la creatività si esprimono senza limiti.
Più che uno spettacolo, è un battito cardiaco collettivo: una celebrazione della vita, dell'arte e del potere trasformativo del movimento. AAINJAA vi invita a vivere una performance unica in cui il ritmo si unisce, l'energia si condivide e l'arte diventa una forza capace di emozionare il pubblico e trascendere i confini.

Boira Fusca
Ci chiamano Boira Fusca e siamo un gruppo folk‑rock celtico nato in Canavese, dove il più delle volte piove.
Quando non piove c’è nebbia.
E quando non c’è nebbia ci sono le zanzare.
Portiamo con noi questo retaggio da sempre e, in qualche modo, queste caratteristiche finiscono per contaminare la nostra musica.
Da dieci anni intrecciamo melodie tradizionali ed energia rock, mescolando violino, fisarmonica, chitarre, tastiere, basso e una batteria.
Finora nessuno ha imparato a stare zitto e buono.
Il nostro suono è diretto, ruvido al punto giusto, melodico quando serve e sempre sincero.
Ci interessa far parlare la musica, accendere la voglia di movimento che nasce spontanea quando le note vanno a segno.
A Celtica siamo di casa: ogni volta torniamo con la stessa energia, la stessa voglia di far vibrare il bosco e la stessa gratitudine per chi ci accoglie e ci ascolta come se ci conoscesse da sempre.
Continuiamo a fare quello che ci riesce meglio: fondere tradizione e rock con la testardaggine tipica della nostra terra e anche questa volta cercheremo di emozionare il pubblico di Celtica.
Perchè vedere amici emozionati è l’unico modo per capire se la magia ha funzionato.
Quando non piove c’è nebbia.
E quando non c’è nebbia ci sono le zanzare.
Portiamo con noi questo retaggio da sempre e, in qualche modo, queste caratteristiche finiscono per contaminare la nostra musica.
Da dieci anni intrecciamo melodie tradizionali ed energia rock, mescolando violino, fisarmonica, chitarre, tastiere, basso e una batteria.
Finora nessuno ha imparato a stare zitto e buono.
Il nostro suono è diretto, ruvido al punto giusto, melodico quando serve e sempre sincero.
Ci interessa far parlare la musica, accendere la voglia di movimento che nasce spontanea quando le note vanno a segno.
A Celtica siamo di casa: ogni volta torniamo con la stessa energia, la stessa voglia di far vibrare il bosco e la stessa gratitudine per chi ci accoglie e ci ascolta come se ci conoscesse da sempre.
Continuiamo a fare quello che ci riesce meglio: fondere tradizione e rock con la testardaggine tipica della nostra terra e anche questa volta cercheremo di emozionare il pubblico di Celtica.
Perchè vedere amici emozionati è l’unico modo per capire se la magia ha funzionato.

Red Hot Chilli Pipers
I Red Hot Chilli Pipers festeggiano 25 anni di carriera con il loro grande World Tour dell'anniversario (2026-2027). Definiti lo spettacolo rock più travolgente al mondo, la band propone il "Bagrock": un genere unico dove le cornamuse e le percussioni scozzesi incontrano i grandi inni del rock, in un perfetto connubio tra la tradizione delle Highlands e la potenza degli AC/DC.
Il gruppo, composto da musicisti di altissimo livello (molti dei quali diplomati alla Royal Scottish Academy of Music and Drama), è diventato un fenomeno globale dopo la vittoria nel 2007 al talent show britannico "When Will I Be Famous". Da allora, il loro sound unico ha conquistato il pubblico da New York a Pechino, grazie a un repertorio che unisce brani tradizionali come "Amazing Grace" a celebri cover rock di icone come Queen, Coldplay, Deep Purple e Robbie Williams.
Con centinaia di migliaia di follower sui social e milioni di visualizzazioni su YouTube (memorabile la loro versione di "Wake Me Up" di Avicii), la band ha condiviso il palco con superstar del calibro di Ed Sheeran, Lewis Capaldi e Tom Walker. Dai grandi festival internazionali agli eventi esclusivi, i Red Hot Chilli Pipers continuano a fare il tutto esaurito in tutto il mondo, confermandosi come uno degli show più energetici ed entusiasmanti in circolazione.
Il gruppo, composto da musicisti di altissimo livello (molti dei quali diplomati alla Royal Scottish Academy of Music and Drama), è diventato un fenomeno globale dopo la vittoria nel 2007 al talent show britannico "When Will I Be Famous". Da allora, il loro sound unico ha conquistato il pubblico da New York a Pechino, grazie a un repertorio che unisce brani tradizionali come "Amazing Grace" a celebri cover rock di icone come Queen, Coldplay, Deep Purple e Robbie Williams.
Con centinaia di migliaia di follower sui social e milioni di visualizzazioni su YouTube (memorabile la loro versione di "Wake Me Up" di Avicii), la band ha condiviso il palco con superstar del calibro di Ed Sheeran, Lewis Capaldi e Tom Walker. Dai grandi festival internazionali agli eventi esclusivi, i Red Hot Chilli Pipers continuano a fare il tutto esaurito in tutto il mondo, confermandosi come uno degli show più energetici ed entusiasmanti in circolazione.

Óscar Ibáñez & Tribo
Óscar Ibáñez è un affascinante suonatore di cornamusa e flauto della Galizia (Spagna) con oltre 20 anni di esperienza artistica internazionale che, partendo dalle proprie radici, crea una fusione musicale atlantica tra ricerca e creazione, il cui risultato è un suono accattivante e dall'impronta unica.
Nella sua proposta fortemente energetica e dinamica, le melodie tradizionali galiziane, peninsulari ed europee si arricchiscono di variazioni e linee virtuose, elaborate a partire da un linguaggio moderno, su una potente base ritmica, in uno spettacolare viaggio sonoro ricco di originalità, immaginazione e creatività, in cui predominano i suoni celtici.
La sua band dal vivo Óscar Ibáñez & Tribo è formata da eccellenti musicisti con una lunga e illustre carriera professionale, che hanno fatto parte delle formazioni dei più importanti artisti e band della musica folk galiziana, come André Labraña alla fisarmonica, Harry al violino, Xosé Liz al bouzouki, Paco Dicenta al basso elettrico e Leandro Deltell alla batteria e alle percussioni.
Nella sua proposta fortemente energetica e dinamica, le melodie tradizionali galiziane, peninsulari ed europee si arricchiscono di variazioni e linee virtuose, elaborate a partire da un linguaggio moderno, su una potente base ritmica, in uno spettacolare viaggio sonoro ricco di originalità, immaginazione e creatività, in cui predominano i suoni celtici.
La sua band dal vivo Óscar Ibáñez & Tribo è formata da eccellenti musicisti con una lunga e illustre carriera professionale, che hanno fatto parte delle formazioni dei più importanti artisti e band della musica folk galiziana, come André Labraña alla fisarmonica, Harry al violino, Xosé Liz al bouzouki, Paco Dicenta al basso elettrico e Leandro Deltell alla batteria e alle percussioni.

Duilleoga
Nonostante la giovane età, i tre musicisti hanno già esperienze molto diverse tra loro: dalla musica classica al folk, fino a sonorità più attuali. Con il progetto Duilleoga hanno deciso di unire tutto questo in un trio che mescola tradizione e modernità in modo fresco e coinvolgente.
Il loro repertorio spazia tra musica irlandese e scozzese, brani originali contemporanei e qualche incursione in altre culture affini. Ci sono pezzi da ballare, ma anche momenti più rilassati: perfetti sia per chi ha voglia di muoversi, sia per chi preferisce semplicemente ascoltare e godersi la musica.
Il loro repertorio spazia tra musica irlandese e scozzese, brani originali contemporanei e qualche incursione in altre culture affini. Ci sono pezzi da ballare, ma anche momenti più rilassati: perfetti sia per chi ha voglia di muoversi, sia per chi preferisce semplicemente ascoltare e godersi la musica.

Green Lads
I Green Lads si formano nel 2018 a Rennes, nati dall'idea di Antoine Rozé di unire la musica tradizionale irlandese alle sonorità elettroniche. Dopo i primi EP e un viaggio ispiratore in Irlanda, il progetto si espande. Nel 2020 pubblicano l'album Origins, che raccoglie i loro primi lavori, seguito nel 2021 da Celtitude, un disco composto interamente da brani originali.
Nel tempo la formazione si rinnova fino a stabilizzarsi nell'attuale quintetto composto da Antoine Rozé (violino e voce), Antoine Morin (flauto e whistles), Marie O’Nég (tip tap irlandese), Fernanda Garcia-Koschtschak (violino e voce) e Neven Sébille-Kernaudour (chitarra e uilleann pipes).
Con il terzo album Nebula (2023), il gruppo porta il suo spettacolo festoso anche su palchi internazionali in Spagna e nei Paesi Bassi. Attualmente, la band sta lavorando al quarto album, Welling Lights, in uscita il 13 marzo 2026. Anticipato da tre singoli di successo, il disco promette un futuro spettacolo eclettico, percussivo e sempre ricco di energia.
Nel tempo la formazione si rinnova fino a stabilizzarsi nell'attuale quintetto composto da Antoine Rozé (violino e voce), Antoine Morin (flauto e whistles), Marie O’Nég (tip tap irlandese), Fernanda Garcia-Koschtschak (violino e voce) e Neven Sébille-Kernaudour (chitarra e uilleann pipes).
Con il terzo album Nebula (2023), il gruppo porta il suo spettacolo festoso anche su palchi internazionali in Spagna e nei Paesi Bassi. Attualmente, la band sta lavorando al quarto album, Welling Lights, in uscita il 13 marzo 2026. Anticipato da tre singoli di successo, il disco promette un futuro spettacolo eclettico, percussivo e sempre ricco di energia.

Village H
Ci siamo incontrati per caso venti anni fa.
Io, Maiky , ero seduta con una chitarra e stavo pizzicando qualche nota grezza, quando Hervé si è avvicinato e mi ha chiesto:
"Allora... suoni la chitarra?"
"Suono l'armonica."
Fino a quel momento, ci conoscevamo solo come operatori sociali. Ma da quelle note sparse, nacque una spirale di suoni, frutto della nostra diversità. Maiky, che inseguiva il ritmo grezzo del blues, scandendo il ritmo solo con sei corde. Hervé, attratto dai reel irlandesi e dai sentieri selvaggi della world music . Insieme, quelle radici discordanti si sono trasformate in qualcosa di nuovo: VillageH .
Quello che è iniziato come un incontro si è trasformato in un viaggio: di piazza in piazza, di vicolo in vicolo,
agli angoli e agli incroci, ovunque potessimo fermarci, sederci, pensare, giocare, incontrarci e condividere. Un progetto on-the-road. Perché VillageH è il nostro villaggio itinerante. Un villaggio di due persone – il minimo indispensabile per una comunità – ma sempre aperto, sempre pronto ad accogliere chiunque si unisca a noi, anche solo per una canzone.
Questo è il "Village". E la "H"?
L'abbiamo scelta perché è silenziosa. Non parla, lo fa la musica.
La sua voce è nel suono stesso, un suono che non racconta una storia, ma scava fino alla radice.
Io, Maiky , ero seduta con una chitarra e stavo pizzicando qualche nota grezza, quando Hervé si è avvicinato e mi ha chiesto:
"Allora... suoni la chitarra?"
"Suono l'armonica."
Fino a quel momento, ci conoscevamo solo come operatori sociali. Ma da quelle note sparse, nacque una spirale di suoni, frutto della nostra diversità. Maiky, che inseguiva il ritmo grezzo del blues, scandendo il ritmo solo con sei corde. Hervé, attratto dai reel irlandesi e dai sentieri selvaggi della world music . Insieme, quelle radici discordanti si sono trasformate in qualcosa di nuovo: VillageH .
Quello che è iniziato come un incontro si è trasformato in un viaggio: di piazza in piazza, di vicolo in vicolo,
agli angoli e agli incroci, ovunque potessimo fermarci, sederci, pensare, giocare, incontrarci e condividere. Un progetto on-the-road. Perché VillageH è il nostro villaggio itinerante. Un villaggio di due persone – il minimo indispensabile per una comunità – ma sempre aperto, sempre pronto ad accogliere chiunque si unisca a noi, anche solo per una canzone.
Questo è il "Village". E la "H"?
L'abbiamo scelta perché è silenziosa. Non parla, lo fa la musica.
La sua voce è nel suono stesso, un suono che non racconta una storia, ma scava fino alla radice.

Uncle Bard and the Dirty Bastards
Troppo rock per i puristi del folk, troppo folk per gli amanti del rock: una scelta coraggiosa per scontentare tutti! Ma tra folk, rock, trad irlandese, i Dirty Bastards non scelgono, mescolano tutto e alzano il volume. Uilleann pipes, tenor banjo, mandolin, Irish flute - pochi altri nel panorama "celtic rock" europeo conoscono e interpretano la musica tradizionale irlandese con questa profondità, e la sanno portare su un palco con questa energia, unendola ad un passato rock e punk mai negato, che contraddistingue il loro sound e l'energia spontanea sul palco.
Prima band italiana di sempre a suonare al Dublin Irish Festival in Ohio, il più grande festival di musica irlandese al mondo, i Dirty Bastards dal 2007 hanno costruito la loro reputazione show dopo show, palco dopo palco, senza mai perdere la propria identità. Tra tour in tutta Europa e negli Stati Uniti, palchi condivisi con i Dropkick Murphys, un tour con i Flogging Molly, e serate con leggende del folk come The Dubliners o De Danann, questi cinque ragazzotti di campagna tornano nuovamente e con esuberanza a Celtica, con nuovi singoli sotto il braccio e la solita voglia di commuovere — pronti a far ballare, danzare e cantare a squarciagola.
Prima band italiana di sempre a suonare al Dublin Irish Festival in Ohio, il più grande festival di musica irlandese al mondo, i Dirty Bastards dal 2007 hanno costruito la loro reputazione show dopo show, palco dopo palco, senza mai perdere la propria identità. Tra tour in tutta Europa e negli Stati Uniti, palchi condivisi con i Dropkick Murphys, un tour con i Flogging Molly, e serate con leggende del folk come The Dubliners o De Danann, questi cinque ragazzotti di campagna tornano nuovamente e con esuberanza a Celtica, con nuovi singoli sotto il braccio e la solita voglia di commuovere — pronti a far ballare, danzare e cantare a squarciagola.

Willos'
Willos’ in “25th anniversary tour”
Una raccolta di musiche, racconti e danze irlandesi tradizionali e originali
Lo spettacolo propone un incontro di canzoni, parole e musiche da danza della tradizione
del Nord Irlanda e del Canada anglofono
Il repertorio è frutto di un'attenta ricerca che ha attinto a più fonti: alcune canzoni sono
poesie del bisnonno di Stephanie, alcune sono brani originali scritti da Fiona.
Il progetto Willos’ dal 2000 suona in Italia e Europa una interpretazione originale della
musica celtica.
Questo spettacolo si arricchisce della partecipazione di un grandissimo musicista, Massimo
Giuntini, alle uilleann pipes.
Una raccolta di musiche, racconti e danze irlandesi tradizionali e originali
Lo spettacolo propone un incontro di canzoni, parole e musiche da danza della tradizione
del Nord Irlanda e del Canada anglofono
Il repertorio è frutto di un'attenta ricerca che ha attinto a più fonti: alcune canzoni sono
poesie del bisnonno di Stephanie, alcune sono brani originali scritti da Fiona.
Il progetto Willos’ dal 2000 suona in Italia e Europa una interpretazione originale della
musica celtica.
Questo spettacolo si arricchisce della partecipazione di un grandissimo musicista, Massimo
Giuntini, alle uilleann pipes.

Katia Zunino
Arpista e performer musicista eclettica, la critica la definisce versatile e capace di spaziare tra vari generi con un'attitudine aperta alla sperimentazione e alla contamimazione armonica. Fin da piccola Katia Ambra Zunino ha mostrato un vivo interesse per la musica, il teatro, la danza e per questo “strano” strumento decidendo dopo il diploma di arpa classica presso il Conservatorio di Novara di dedicarsi completamente all’arpa celtica e alla didattica. Studia in Scozia e in Irlanda (Royal Irish Academy of Music di Dublino) con insegnanti di fama mondiale come Anne Marie O’Farrell, Wendy Stewart, Cormac De Barra; proseguendo poi gli studi nel College “Amzer Nevez” a Ploemour (Bretagna) con Janet Harbisson e con Grainne Hambley. Dal 1992 intraprende un’intensa attività concertistica suonando nei più prestigiosi teatri italiani (Espace e Teatro Regio di Torino, Teatro Carlo Felice di Genova, Mole Vanvitelliana di Ancona, La Rocca di Pesaro, Teatro alla Scala e Filodrammatici di Milano) e in molte rassegne riscuotendo favorevoli consensi di pubblico e critica in Svizzera, Francia, Irlanda, Germania, Scozia. Collabora con i “Solilunio”, "Caledonian Companion","The Birkin Tree", “Arann” partecipado come prima arpa in orchestra e come solista a trasmissioni Rai e Mediaset.
Con il progetto discografico “Vie”, realizzato insieme alla sorella Eliana Zunino, propone un viaggio musicale tra Oriente e Occidente. Da anni si dedica inoltre alla diffusione della tecnica dell’arpa bretone, irlandese e scozzese attraverso masterclass internazionali. Nel 2022 pubblica “Harping to Joy e Gonging to Energy” con Max Palin, unendo arpa e gong planetari.
Laureata in Materie Letterarie con specializzazione in Storia ed estetica della Musica è docente di arpa in molte accademie musicali grazie ad un avanzato sistema di e-learning. É direttrice artistica dell'Associazione Scealta-SI. Suona su arpe Camac-Arpitalia suo sponsor ufficiale.
Con il progetto discografico “Vie”, realizzato insieme alla sorella Eliana Zunino, propone un viaggio musicale tra Oriente e Occidente. Da anni si dedica inoltre alla diffusione della tecnica dell’arpa bretone, irlandese e scozzese attraverso masterclass internazionali. Nel 2022 pubblica “Harping to Joy e Gonging to Energy” con Max Palin, unendo arpa e gong planetari.
Laureata in Materie Letterarie con specializzazione in Storia ed estetica della Musica è docente di arpa in molte accademie musicali grazie ad un avanzato sistema di e-learning. É direttrice artistica dell'Associazione Scealta-SI. Suona su arpe Camac-Arpitalia suo sponsor ufficiale.

Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi
Vincenzo Zitello Compositore, polistrumentista e concertista di fama internazionale. Dopo una formazione classica in violino, violoncello e flauto, nel 1977 studia arpa bardica con Alan Stivell e diventa il primo divulgatore dell’arpa celtica in Italia. Ha pubblicato 14 album solisti e partecipato a oltre 170 produzioni discografiche con artisti quali Franco Battiato, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Alice, Alan Stivell, Dino Betti Van Der Noot, Tosca, e moltissimi altri. Ha tenuto masterclass nei conservatori italiani di Pesaro, Parma Reggio Emilia, Genova e Como, ha ricevuto premi per la diffusione dell’arpa celtica. È stato membro di giuria nei maggiori festival europei dedicati all’arpa. La sua musica unisce lirismo, ricerca e una spiritualità laica e profonda. ha scritto musica religiosa per eventi del Vaticano. Fulvio Renzi Violinista, compositore e produttore nato a Viterbo nel 1974, con una formazione classica arricchita da esplorazioni in ambiti musicali non convenzionali. Studia dal 1983 con il violinista e direttore d’orchestra Richard Stephen Lee e in conservatorio con Roberto Marchiò. Ha collaborato con Roger Waters, Bruce Springsteen, Ryūichi Sakamoto, Ornella Vanoni, Alejandro Escovedo, Gilad Atzmon, Claudio Rocchi e altri. Autore di sei album solisti e presente in oltre cinquanta progetti discografici, ha composto musiche per teatro, cinema e documentari, collaborando con Rai Cinema. La sua ricerca musicale si distingue per una sintesi personale tra tecniche tradizionali e linguaggi contemporanei, in una visione che fonde spiritualità e impegno civile in opere artistiche e cinematografiche, spesso focalizzate sulla violazione dei diritti umani.

Xara Band
Xara è un gruppo folk di Madrid (Spagna) formato da quattro musicisti che si sono conosciuti nella scena musicale irlandese della città. Provenienti da diversi background musicali, condividono la passione per le tradizioni dell'arco atlantico, dalla penisola iberica all'Irlanda e alla Scozia.
Il loro sound combina melodie tradizionali e composizioni originali con un approccio fresco e contemporaneo. Pur essendo un progetto recente, hanno rapidamente ottenuto riconoscimenti: finalisti al Fiddle of London, selezionati per i "Microconcerts 2025" di La Caixa a Madrid e vincitori del concorso "Runas" sia a Ortigueira 2025 che al Folkez Blai 2025.
Il nome del gruppo, ispirato a "xara" (una pianta selvatica mediterranea), riflette un legame con le radici, la crescita e l'energia della musica folk.
Lucía Borque – violino
Guillermo Zumajo – flauto e fischietti
Alejandro Delgado – chitarra
Daniel Álvarez Mora – cornamusa asturiana, flauto
Dalla penisola iberica fino alla Scozia e all’Irlanda siamo pronti per un viaggio appassionato con la musica folk degli Xara!
Il loro sound combina melodie tradizionali e composizioni originali con un approccio fresco e contemporaneo. Pur essendo un progetto recente, hanno rapidamente ottenuto riconoscimenti: finalisti al Fiddle of London, selezionati per i "Microconcerts 2025" di La Caixa a Madrid e vincitori del concorso "Runas" sia a Ortigueira 2025 che al Folkez Blai 2025.
Il nome del gruppo, ispirato a "xara" (una pianta selvatica mediterranea), riflette un legame con le radici, la crescita e l'energia della musica folk.
Lucía Borque – violino
Guillermo Zumajo – flauto e fischietti
Alejandro Delgado – chitarra
Daniel Álvarez Mora – cornamusa asturiana, flauto
Dalla penisola iberica fino alla Scozia e all’Irlanda siamo pronti per un viaggio appassionato con la musica folk degli Xara!

Devid Ceste
Devid Ceste si diploma con il massimo dei voti nel 1996 presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino sotto la guida di F. Rosini, perfezionandosi successivamente alla Scuola Superiore di Musica di Aosta con maestri di fama internazionale come Slokar, Bobo, Mauger e Martin. Nel 2000 vince il concorso come Secondo Trombone presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, con la quale si esibisce stabilmente nelle più prestigiose sale da concerto del mondo sotto la direzione di direttori illustri (tra cui Mehta, Sinopoli, Maazel, Gergiev, Harding e Gatti). La sua intensa attività orchestrale lo ha portato inoltre a collaborare con importanti compagini internazionali, come l'Orchestra della Radio della Svizzera Italiana, l'Orquestra de la Comunitat Valenciana e l'Orchestre National de France nel ruolo di Primo Trombone.
Molto attivo anche sul fronte didattico, è stato docente della classe di Eufonio presso il Conservatorio di Milano (2016-2023) e l'Istituto Musicale Pareggiato della Valle d'Aosta (2020-2023), oltre a insegnare regolarmente in corsi di alto perfezionamento e festival come MASterBrass. In veste di solista di eufonio e trombone, ha firmato prestigiose prime esecuzioni italiane (tra cui l’UFO Concerto di De Meij e brani di Ferran e Wilson) ed esibizioni sia come solista che come direttore insieme all'OSN Wind Ensemble e all'Orchestra Filarmonica di Torino. Dedito da sempre alla musica da camera, Ceste è infine membro fondatore del Trio Musiké e del Quartetto Italiano di Tromboni.
Molto attivo anche sul fronte didattico, è stato docente della classe di Eufonio presso il Conservatorio di Milano (2016-2023) e l'Istituto Musicale Pareggiato della Valle d'Aosta (2020-2023), oltre a insegnare regolarmente in corsi di alto perfezionamento e festival come MASterBrass. In veste di solista di eufonio e trombone, ha firmato prestigiose prime esecuzioni italiane (tra cui l’UFO Concerto di De Meij e brani di Ferran e Wilson) ed esibizioni sia come solista che come direttore insieme all'OSN Wind Ensemble e all'Orchestra Filarmonica di Torino. Dedito da sempre alla musica da camera, Ceste è infine membro fondatore del Trio Musiké e del Quartetto Italiano di Tromboni.

Corale Louis Cunéaz et Frustapot de Gressan
Fondata nella primavera del 1958 dall'iniziativa di alcuni giovani della cantoria parrocchiale e sostenuta da Amato Berthet, la corale "Louis Cunéaz" (dedicata allo storico organista) ha debuttato nello stesso anno al Concorso Regionale. Nei primi anni '60, l'incontro con Albert Diémoz ha segnato una svolta fondamentale: il gruppo ha integrato la tradizione folcloristica, assumendo il nome di “Chorale Louis Cunéaz et frustapot de Gressan”. Successivamente, per assecondare il naturale ricambio generazionale, la formazione originariamente maschile si è aperta alla componente femminile, trasformandosi in un coro misto.
Nel corso della sua storia, la corale ha calcato prestigiosi palcoscenici nazionali (vantando scambi in Sardegna, Emilia-Romagna, Piemonte e Umbria) e internazionali, specialmente in Francia. Dal 2019, la guida del gruppo è affidata a Mathieu Grange per la parte vocale e a Igor Vallet per quella strumentale, portando avanti con passione un ricco repertorio di canto popolare e cultura montanara.
Nel corso della sua storia, la corale ha calcato prestigiosi palcoscenici nazionali (vantando scambi in Sardegna, Emilia-Romagna, Piemonte e Umbria) e internazionali, specialmente in Francia. Dal 2019, la guida del gruppo è affidata a Mathieu Grange per la parte vocale e a Igor Vallet per quella strumentale, portando avanti con passione un ricco repertorio di canto popolare e cultura montanara.
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